Il Cavaliere della Tuscia: La Leggenda del Moro a Lieto Fine

​Ogni fiaba che si rispetti ha bisogno del suo eroe. Se io sono il vento del Sud che porta i profumi degli agrumi, lui è la Quercia radicata nella roccia.

​Vi presento l’uomo che mi ha rapito il cuore.

​Lui è figlio di questa terra antica, nato all’ombra del Palazzo dei Papi, nella nobile Viterbo. Nelle sue vene scorre l’orgoglio etrusco e l’amore viscerale per l’Alta Tuscia. Era un custode geloso delle sue tradizioni, finché il destino non ha bussato alla sua porta con il volto di una siciliana.

​La Nostra Leggenda Rivisitata

​A Palermo si narra una storia antica e un po’ triste, quella delle Teste di Moro. Si racconta di una bellissima fanciulla siciliana che, innamoratasi perdutamente di un giovane Moro, decise di tagliargli la testa per tenerlo con sé per sempre, trasformandolo in un vaso di basilico.

​Ebbene, guardateci: noi siamo quella leggenda, ma riscritta con l’inchiostro della felicità.

​Io sono la Siciliana, passionale e legata alla mia terra.

Lui è il mio Moro. Non viene dall’Oriente, ma dalle colline della Tuscia, eppure ha quello stesso fascino misterioso che conquista.

Ma nella nostra storia non ci sono spade, né gelosie funeste, né addii.

​Invece di “tagliare teste”, noi abbiamo deciso di unire le menti. Invece di trasformare un amore in un vaso di ceramica immobile, lo abbiamo trasformato in un progetto vivo, che respira e nutre. Lui si è lasciato “catturare” dalla mia cultura, innamorandosi della Sicilia tanto quanto ama la sua Viterbo, e io ho piantato le mie radici nel suo cuore verde.

​Alchimisti del Gusto

​Così, il “Moro” e la Siciliana oggi lavorano fianco a fianco. Lui è il mio esploratore, il cavaliere che batte le campagne dell’Alta Tuscia per cercare l’olio più puro e le nocciole più dolci. Io sono l’alchimista che trasforma quei doni nei piatti della mia infanzia. ​Viviamo felici e contenti, non su un balcone di pietra, ma tra i fornelli e la gente, celebrando ogni giorno il matrimonio tra due culture. Perché il vero amore non imprigiona: il vero amore crea, unisce e, soprattutto, prende per la gola.

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